Il 3° Festival Europeo del Gusto, promosso dalla associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto, ha suscitato l'interesse di molti operatori del settore finanziario, a conferma che laddove ci si impegna per valorizzare le energie imprenditoriali, vi è spazio per originali sinergie.
Imprenditori di dieci Regioni italiane e dieci Paesi Europei del settore turistico ed agroalimentare si sono confrontati con giornalisti e comunicatori, per dare spazio a quelle aziende piccole e medie che solitamente non conoscono le prime pagine dei giornali.
Così l'attenzione del mondo finanziario si è concretizzata nel partenariato che l'Ufficio dei Promotori Finanziari di Bassano del Grappa di Banca Mediolanum ha voluto concedere alla manifestazione internazionale.
"Non si è trattato di una semplice sponsorizzazione – osserva Laura Panizutti, dell'Ufficio dei Promotori Finanziari di Bassano del Grappa di Banca Mediolanum, -, ma di una vera e propria partnership,con interventi nel corso degli incontri e dei dibattiti, non solo per presentare i prodotti e la filosofia di Banca Mediolanum, ma per portare un contributo concreto alle tematiche affrontate. In un certo senso, gli imprenditori hanno 'sentito' una presenza diversa,affidabile".
La presenza di Banca Mediolanum conferma una scelta e una vocazione del Gruppo Bancario di essere vicino alle iniziative che si svolgono nelle comunità locali, al fine di dare una visibilità sul territorio e di sostenere con convinzione le attività culturali,sportive e del tempo libero che il mondo del volontariato organizza ed esprime.
Il sistema delle banche di credito cooperativo, proprio per la loto stessa natura, ha contribuito al Festival con la partecipazione nella Terraferma Veneziana di Banca Santo Stefano, impegnata a sostenere a Scorzè le iniziative di valorizzazione della Terra del Tiepolo. A Nervesa della Battaglia, nella zona del Montello trevigiano, Banca della Marca ha appoggiato l'iniziativa di donare ai bambini del secondo ciclo delle scuole elementari un materiale didattico di educazione alimentare, Viaggio dentro la Vita.
Infine , sempre nella zona di Montebelluna, Carlo Costacurta, agente in attività finanziaria, apprezzato e stimato professionista nel settore del leasing (in tutti i campi), ha voluto partecipare al progetto del Festival, sia dal punto di vista del sostegno economico che della partecipazione ai diversi eventi in programma.
Costacurta, che rappresenta una primaria società di brokeraggio del settore leasing e dei finanziamenti, ha osservato che “.....l'attività professionale non deve estraniarsi dalle iniziative che il mondo imprenditoriale sviluppa, al fine di valorizzare al meglio il tessuto economico locale. Vi è, alla base, una convinzione profonda che l'identità culturale debba essere salvaguardata : vivo ed opero in una comunità e sento una responsabilità sociale precisa nei suoi confronti.”
giovedì 9 dicembre 2010
giovedì 18 novembre 2010
Ma quale sviluppo
Ieri ero a Cesena, ed ho fatti alcune considerazioni. Per prima cosa ho trovato gli studenti che manifestavano.
Probabilmente protestano perché non hanno futuro, e insieme c’erano i precari della scuola e dell’università.
Se mai ci fosse stato bisogno di una prova sul campo delle teorie da Nobel sulla difficoltà di far incontrare ogni lavoro con il suo lavoratore eccola: ci sono 110mila posti che in Italia non trovano altrettanti occupanti disponibili (o capaci) a ricoprirli. O se li trovano, ciò accade con grande dispendio di tempo e risorse. (Il Sole24 Ore)
Di tornare al sistema sovietico non se ne parla, ma penso che sostanzialmente sia quello che vuole qualcuno. E faremo la fame.
Cominciamo a dare un’occhiata ai vari comparti.
Cominciamo dalla grande favola, il turismo. Nei primi dieci mesi dello scorso anno l’incoming italiano è rimasto pressoché invariato rispetto allo stesso periodo del 2008. A cambiare sono stati, invece, i comportamenti di consumo: soggiorni più brevi che hanno prodotto un calo dei pernottamenti e, conseguentemente, una spesa decisamente più contenuta degli stranieri (-7,8%).
Nelle partenze degli italiani, al contrario, non sembra diminuita la propensione all’outgoing: al calo del turismo domestico nei primi otto mesi del 2009 (-2,6% negli arrivi) è corrisposto infatti un incremento delle partenze verso l’estero (+3% tra gennaio e ottobre) anche se la relativa spesa è calata (-4,3%). Non bisogna dimenticare, però, il grande peso nel nostro Paese delle seconde case e di quelle in affitto (che sfuggono alle rilevazioni ufficiali) e che sono state probabilmente un’opzione reale per molti connazionali nell’estate 2009.
E per il 2010 il settore è rimasto in pareggio. Però si parla soltanto di grandi numeri, quelli che danno veramente soldi: i vari turismi, verde, eccetera, non offrono molto, e sono soprattutto di nicchia.
Il Pil italiano aumenta, mentre continua a diminuire il valore aggiunto agricolo. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione alla stima preliminare dell'Istat sul prodotto interno lordo nel III trimestre 2010 (+1,0% rispetto al terzo trimestre del 2009 e +0,2% rispetto al trimestre precedente).
Nonostante la crescita degli agriturismi, sono state cancellate 5000 aziende agricole nel 2010, per cui anche qui si parla di numeri in calo. Possiamo dire che questo riflette l’andamento del settore, perché il sottodimensionamento continua a persistere, e la crescita dimensionale piuttosto rallentata.
L’industria si arrabatta e continua ad evolversi. Il Lingotto vuole restare in Italia ed è disposto a monetizzare con aumenti salariali l’incremento di efficienza nelle fabbriche, che sono l’anello debole del sistema. Appunto, l’anello debole: occorre migliorare le performances del prodotto orario e delle ore lavorate. E ciò vale anche per le medie e piccole aziende. Dovranno allearsi in qualche modo, ma per sopravvivere non c’è altra strada. Soltanto l’industria riuscirà a salvarci.
Il commercio dipende dalla capacità di spesa dei consumatori: vediamo ogni giorno che i negozi pian pianino chiudono. E i grandi non ridono.
I servizi, soprattutto quelli nuovi, non reggono: ricordo quando si diceva che bisognava avere più programmatori di computer. A me non serve, ci pensano le grandi aziende a fornire i programmi a costi tutto sommato accettabili.
C’è tutto un proliferare di cosiddetti esperti nell’agroalimentare, meglio nell’enogastronomia. In teoria dovrebbero far propaganda dei territori. Ma poi…. Spesso è solo un modo per far propaganda ai politici, che poi non fanno niente.
E allora dico a quegli studenti: prendete a calci nel sedere chi vi ha fatto iniziare una strada sbagliata, politici, genitori,
Probabilmente protestano perché non hanno futuro, e insieme c’erano i precari della scuola e dell’università.
Se mai ci fosse stato bisogno di una prova sul campo delle teorie da Nobel sulla difficoltà di far incontrare ogni lavoro con il suo lavoratore eccola: ci sono 110mila posti che in Italia non trovano altrettanti occupanti disponibili (o capaci) a ricoprirli. O se li trovano, ciò accade con grande dispendio di tempo e risorse. (Il Sole24 Ore)
Di tornare al sistema sovietico non se ne parla, ma penso che sostanzialmente sia quello che vuole qualcuno. E faremo la fame.
Cominciamo a dare un’occhiata ai vari comparti.
Cominciamo dalla grande favola, il turismo. Nei primi dieci mesi dello scorso anno l’incoming italiano è rimasto pressoché invariato rispetto allo stesso periodo del 2008. A cambiare sono stati, invece, i comportamenti di consumo: soggiorni più brevi che hanno prodotto un calo dei pernottamenti e, conseguentemente, una spesa decisamente più contenuta degli stranieri (-7,8%).
Nelle partenze degli italiani, al contrario, non sembra diminuita la propensione all’outgoing: al calo del turismo domestico nei primi otto mesi del 2009 (-2,6% negli arrivi) è corrisposto infatti un incremento delle partenze verso l’estero (+3% tra gennaio e ottobre) anche se la relativa spesa è calata (-4,3%). Non bisogna dimenticare, però, il grande peso nel nostro Paese delle seconde case e di quelle in affitto (che sfuggono alle rilevazioni ufficiali) e che sono state probabilmente un’opzione reale per molti connazionali nell’estate 2009.
E per il 2010 il settore è rimasto in pareggio. Però si parla soltanto di grandi numeri, quelli che danno veramente soldi: i vari turismi, verde, eccetera, non offrono molto, e sono soprattutto di nicchia.
Il Pil italiano aumenta, mentre continua a diminuire il valore aggiunto agricolo. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione alla stima preliminare dell'Istat sul prodotto interno lordo nel III trimestre 2010 (+1,0% rispetto al terzo trimestre del 2009 e +0,2% rispetto al trimestre precedente).
Nonostante la crescita degli agriturismi, sono state cancellate 5000 aziende agricole nel 2010, per cui anche qui si parla di numeri in calo. Possiamo dire che questo riflette l’andamento del settore, perché il sottodimensionamento continua a persistere, e la crescita dimensionale piuttosto rallentata.
L’industria si arrabatta e continua ad evolversi. Il Lingotto vuole restare in Italia ed è disposto a monetizzare con aumenti salariali l’incremento di efficienza nelle fabbriche, che sono l’anello debole del sistema. Appunto, l’anello debole: occorre migliorare le performances del prodotto orario e delle ore lavorate. E ciò vale anche per le medie e piccole aziende. Dovranno allearsi in qualche modo, ma per sopravvivere non c’è altra strada. Soltanto l’industria riuscirà a salvarci.
Il commercio dipende dalla capacità di spesa dei consumatori: vediamo ogni giorno che i negozi pian pianino chiudono. E i grandi non ridono.
I servizi, soprattutto quelli nuovi, non reggono: ricordo quando si diceva che bisognava avere più programmatori di computer. A me non serve, ci pensano le grandi aziende a fornire i programmi a costi tutto sommato accettabili.
C’è tutto un proliferare di cosiddetti esperti nell’agroalimentare, meglio nell’enogastronomia. In teoria dovrebbero far propaganda dei territori. Ma poi…. Spesso è solo un modo per far propaganda ai politici, che poi non fanno niente.
E allora dico a quegli studenti: prendete a calci nel sedere chi vi ha fatto iniziare una strada sbagliata, politici, genitori,
domenica 6 giugno 2010
Una Banca al Festival Europeo del Gusto del 2009
Laura Panizutti, dell'Ufficio dei Promotori Finanziari di Bassano del Grappa di Banca Mediolanum, ha seguito tutti gli incontri che l'Associazione l'Altratavola e l'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto hanno realizzato da giugno a novembre 2009, per la partecipazione delle aziende venete al Festival Europeo del gusto che si è tenuto nella prima settimana di dicembre a Salvore, Umago e Buie, nell'Istria Croata.
Le tappe più qualificanti di questo percorso hanno toccato il comune di Sernaglia della Battaglia (ove si è svolta una tre giorni di stage televisivo con oltre cinquanta aziende), presso la Trattoria Dalla Libera, per registrare i programmi de L'Italia del gusto, in onda sulle frequenze di TeleNordest (settembre 2009); i comuni di Susegana, Vazzola, San Polo di Piave e Cimadolmo, per il percorso di Terre d'Autunno (ottobre 2010) e ,infine, la partecipazione alla cinque giorni in terra istriana.
"Non si è trattato di una semplice sponsorizzazione -osserva Guidalberto Lorenzon, membro del comitato promotore delle iniziativa- ma di una vera e propria partnership,con interventi nel corso degli incontri e dei dibattiti, non solo per presentare i prodotti e la filosofia di Banca Mediolanum, ma per portare un contributo concreto alle tematiche affrontate. In un certo senso, gli imprenditori hanno 'sentito' una presenza diversa,affidabile".
Dal 4 al 7 dicembre 2009, l’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto, in collaborazione con Italia del Gusto e Paesaggiritrovati.it, ha aperto le porte ai sapori autentici d’Italia e d’Europa. Un evento simbolicamente itinerante, attraverso l’ultimo lembo dell’Istria italiana, Muggia, per poi continuare a Buje, Salvore ed Umago in Croazia. Per l’occasione sono state presentate al pubblico le esperienze di oltre dieci Paesi europei attraverso quattro laboratori: l’Informazione (con conferenze stampa e interviste in diretta), la Vineria (con degustazioni commentate), il laboratorio di Comunicazione (con sala stampa radio tv e online) e gli incontri a Convivio.
Una tre giorni dedicata ai borghi d’Italia e d’Europa, che hanno tanto da raccontare e da vivere, a tavola e non solo.
"Di questa iniziativa -conclude Lorenzon- Banca Mediolanum, grazie all'Ufficio dei Promotori Finanziari di Bassano del Grappa, è stata certamente una protagonista insostituibile."
Le tappe più qualificanti di questo percorso hanno toccato il comune di Sernaglia della Battaglia (ove si è svolta una tre giorni di stage televisivo con oltre cinquanta aziende), presso la Trattoria Dalla Libera, per registrare i programmi de L'Italia del gusto, in onda sulle frequenze di TeleNordest (settembre 2009); i comuni di Susegana, Vazzola, San Polo di Piave e Cimadolmo, per il percorso di Terre d'Autunno (ottobre 2010) e ,infine, la partecipazione alla cinque giorni in terra istriana.
"Non si è trattato di una semplice sponsorizzazione -osserva Guidalberto Lorenzon, membro del comitato promotore delle iniziativa- ma di una vera e propria partnership,con interventi nel corso degli incontri e dei dibattiti, non solo per presentare i prodotti e la filosofia di Banca Mediolanum, ma per portare un contributo concreto alle tematiche affrontate. In un certo senso, gli imprenditori hanno 'sentito' una presenza diversa,affidabile".
Dal 4 al 7 dicembre 2009, l’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto, in collaborazione con Italia del Gusto e Paesaggiritrovati.it, ha aperto le porte ai sapori autentici d’Italia e d’Europa. Un evento simbolicamente itinerante, attraverso l’ultimo lembo dell’Istria italiana, Muggia, per poi continuare a Buje, Salvore ed Umago in Croazia. Per l’occasione sono state presentate al pubblico le esperienze di oltre dieci Paesi europei attraverso quattro laboratori: l’Informazione (con conferenze stampa e interviste in diretta), la Vineria (con degustazioni commentate), il laboratorio di Comunicazione (con sala stampa radio tv e online) e gli incontri a Convivio.
Una tre giorni dedicata ai borghi d’Italia e d’Europa, che hanno tanto da raccontare e da vivere, a tavola e non solo.
"Di questa iniziativa -conclude Lorenzon- Banca Mediolanum, grazie all'Ufficio dei Promotori Finanziari di Bassano del Grappa, è stata certamente una protagonista insostituibile."
Etichette:
Banca,
europeo,
festival,
gusto,
istria,
mauroriotto,
Mediolanum
mercoledì 19 maggio 2010
Una pizza ben fatta (in casa)
Ci è venuta la curiosità della pizza, dopo essere stati alla Domus Design ed avere visto i loro forni, quelli della SMEG .Il segreto di una buona pizza sta in una pasta ben lievitata, curata e ben cotta: qualsiasi cosa ci poniamo sopra sia in piccola quantità, e di buona qualità.
Queste regole, da sole, sono sufficienti per fare bella figura.
Per ottenere una pizza di buona qualità e soddisfare il gusto di amici e parenti, occorre innanzitutto distinguere in 5 fasi importanti la produzione:
Scelta delle materie prime
Per ottenere un prodotto qualitativo, le materie prime, debbono essere sempre fresche o ben conservate e debbono avere le seguenti caratteristiche:
Il lievito puo' essere usato fresco, di una colorazione più chiara possibile e sia friabile o secco (reperibile in bustine, granulare e di facile conservazione, ma va sciolto in acqua a 38 °C).
La farina che si trova in commercio presso i negozi di alimentari, quasi sempre è una farina debole, quindi i tempi di lievitazione sono brevi (2-3 ore) e l'assorbimento di acqua è del 50% (per ogni kg di farina occorrono 5 dl di acqua).
La ricetta
Per un buon impasto è la seguente:
1 l. di acqua
2 kg di farina
20 g di lievito fresco (7 di quello secco)
50 g di sale
naturalmente le quantità possono essere aumentate o diminuite secondo la necessità, come pure il lievito va diminuito se la temperatura ambiente risulta superiore ai 23-25 °C .
Un impasto ottenuto secondo la ricetta produrrebbe kg 3,070 di pasta pronta, sufficiente per preparare 4 teglie adatte ad un forno da casa.
La lievitazione
Consiste nel far riposare la pasta al centro della teglia per circa 3 ore a temperatura costante (23 °C), operazione questa che permette ai lieviti di produrre gas che fanno rigonfiare l'impasto.
Il panetto lievitato dovrà quindi essere disteso con la pressione delle dita fino ad ottenere uno strato omogeneo.
La cottura
E' l'ultima operazione ma è la più importante in quanto consente, se correttamente eseguita, di esaltare tutta la qualità del prodotto.
In un forno casalingo la temperatura di cottura sarà mediamente di 250°C per un tempo che varia tra i 12-15 minuti. Quindi esso va preventivamente messo al massimo e fatto arrivare a temperatura prima di procedere alla cottura della pizza.
sua intensità, la pizza deve essere consumata appena uscita dal forno.
Buon appetito!
Domus Design
via D.Cattaneo, 8
Telefono 0444 737728
Fax 0444 877416)
http://www.domusdesign.it/
Queste regole, da sole, sono sufficienti per fare bella figura.
Per ottenere una pizza di buona qualità e soddisfare il gusto di amici e parenti, occorre innanzitutto distinguere in 5 fasi importanti la produzione:
Scelta delle materie prime
Per ottenere un prodotto qualitativo, le materie prime, debbono essere sempre fresche o ben conservate e debbono avere le seguenti caratteristiche:
Il lievito puo' essere usato fresco, di una colorazione più chiara possibile e sia friabile o secco (reperibile in bustine, granulare e di facile conservazione, ma va sciolto in acqua a 38 °C).
La farina che si trova in commercio presso i negozi di alimentari, quasi sempre è una farina debole, quindi i tempi di lievitazione sono brevi (2-3 ore) e l'assorbimento di acqua è del 50% (per ogni kg di farina occorrono 5 dl di acqua).
La ricetta
Per un buon impasto è la seguente:
1 l. di acqua
2 kg di farina
20 g di lievito fresco (7 di quello secco)
50 g di sale
naturalmente le quantità possono essere aumentate o diminuite secondo la necessità, come pure il lievito va diminuito se la temperatura ambiente risulta superiore ai 23-25 °C .
Un impasto ottenuto secondo la ricetta produrrebbe kg 3,070 di pasta pronta, sufficiente per preparare 4 teglie adatte ad un forno da casa.
La lievitazione
Consiste nel far riposare la pasta al centro della teglia per circa 3 ore a temperatura costante (23 °C), operazione questa che permette ai lieviti di produrre gas che fanno rigonfiare l'impasto.
Il panetto lievitato dovrà quindi essere disteso con la pressione delle dita fino ad ottenere uno strato omogeneo.
La cottura
E' l'ultima operazione ma è la più importante in quanto consente, se correttamente eseguita, di esaltare tutta la qualità del prodotto.
In un forno casalingo la temperatura di cottura sarà mediamente di 250°C per un tempo che varia tra i 12-15 minuti. Quindi esso va preventivamente messo al massimo e fatto arrivare a temperatura prima di procedere alla cottura della pizza.
sua intensità, la pizza deve essere consumata appena uscita dal forno.
Buon appetito!
Domus Design
via D.Cattaneo, 8
Telefono 0444 737728
Fax 0444 877416)
http://www.domusdesign.it/
Etichette:
casa,
domus design,
forni,
mauroriotto,
montegalda,
pizza,
smeg,
veneto,
vicenza
Dainese, una funzione economica e sociale
Abbiamo conosciuto la Dainese Rottami di Piove di Sacco, e questo ci ha dato uno spunto di riflessione..
I rottami metallici che si trovano in circolazione derivano o da scarti di lavorazioni industriali o da prodotti andati in disuso. Essi sono spesso accompagnati da altri materiali (plastica, gomme, legno, vetro ecc) e molte volte si presentano sporchi (di grassi, oli, polveri, vernici ecc.) e brutti a vedersi;. A livello europeo si è attribuito ai rottami metallici la qualifica di “RIFIUTI VERDI”; la denominazione scelta, scaturisce dalla semplice esigenza di far rientrare i rottami metallici tra quei materiali il cui trasporto, stoccaggio e lavorazione va effettuato con accortezza e seguendo precise modalità operative al fine di evitare che lo sporco che accompagna i rottami possa diffondersi nell’Ambiente circostante. L’utilizzo del termine rifiuto, purtroppo, è invece risultato infelice perché ha generato molta confusione con il concetto classico di rifiuto. Per rifiuto si intende “ciò che viene gettato o eliminato perché non utilizzabile” (vocabolario de agostani) non esistendo, quindi, un processo di recupero economicamente conveniente che ne possa garantire il riciclo.
Il riciclo è nel DNA degli operatori, che ogni anno raccolgono circa 16 milioni di tonnellate di rottame ferroso gli stessi operatori "hanno un importante ruolo economico, ma anche sociale; un ruolo che non deve essere minacciato dalla volatilità dei mercati".
Ora, ricordo che il miracolo del Nordest è nato anche da questo mestiere. Quand’ero piccolo, giravano personaggi stravaganti su degli Ape scassati, a cadenza regolare, i quali portavano il materiale in un’unica direzione, la fonderia Zoppas, che negli anni 60 e 70 era considerata una delle migliori in Europa, la quale poi riforniva gli stabilimenti Zanussi. Di tutto ciò resta solo un soprannome agli abitanti del comune di San Fior, ma pensandoci bene non deve essere un’offesa, ma bensì un onore.
DAINESE ROTTAMI SRL
Via Chiusa, 78/80
Sant'Angelo di Piove di Sacco (Pd)
http://www.daineserottami.it/
I rottami metallici che si trovano in circolazione derivano o da scarti di lavorazioni industriali o da prodotti andati in disuso. Essi sono spesso accompagnati da altri materiali (plastica, gomme, legno, vetro ecc) e molte volte si presentano sporchi (di grassi, oli, polveri, vernici ecc.) e brutti a vedersi;. A livello europeo si è attribuito ai rottami metallici la qualifica di “RIFIUTI VERDI”; la denominazione scelta, scaturisce dalla semplice esigenza di far rientrare i rottami metallici tra quei materiali il cui trasporto, stoccaggio e lavorazione va effettuato con accortezza e seguendo precise modalità operative al fine di evitare che lo sporco che accompagna i rottami possa diffondersi nell’Ambiente circostante. L’utilizzo del termine rifiuto, purtroppo, è invece risultato infelice perché ha generato molta confusione con il concetto classico di rifiuto. Per rifiuto si intende “ciò che viene gettato o eliminato perché non utilizzabile” (vocabolario de agostani) non esistendo, quindi, un processo di recupero economicamente conveniente che ne possa garantire il riciclo.
Il riciclo è nel DNA degli operatori, che ogni anno raccolgono circa 16 milioni di tonnellate di rottame ferroso gli stessi operatori "hanno un importante ruolo economico, ma anche sociale; un ruolo che non deve essere minacciato dalla volatilità dei mercati".
Ora, ricordo che il miracolo del Nordest è nato anche da questo mestiere. Quand’ero piccolo, giravano personaggi stravaganti su degli Ape scassati, a cadenza regolare, i quali portavano il materiale in un’unica direzione, la fonderia Zoppas, che negli anni 60 e 70 era considerata una delle migliori in Europa, la quale poi riforniva gli stabilimenti Zanussi. Di tutto ciò resta solo un soprannome agli abitanti del comune di San Fior, ma pensandoci bene non deve essere un’offesa, ma bensì un onore.
DAINESE ROTTAMI SRL
Via Chiusa, 78/80
Sant'Angelo di Piove di Sacco (Pd)
http://www.daineserottami.it/
Etichette:
economia,
mauroriotto,
metalli,
padova,
piove di sacco,
recupero,
veneto
Iscriviti a:
Commenti (Atom)




